Lunedì 10 novembre
2008 e martedì 11 a Mestre-Carpendo un Progetto di Teatro e Cultura Popolare
si intreccia alla Festa di San Martino per realizzare una grande festa
del paese nella quale tutti, piccoli e grandi, sono invitati a partecipare come
spettatori e protagonisti insieme agli artisti italiani e stranieri per realizzare
insieme la grande Festa-Spettacolo di martedì.
"Il Pupazzo di Paglia e il Minestrone" a cura dell'artista danese
Kai Bredholt dell'Odin Teatret e del TTB - Teatro tascabile
di Bergamo e coordinato da Mandragola Forniture Culturali in collaborazione
con la Municipalità di Mestre - Carpenedo invade il Quartiere Piave prima
e Carpenedo poi con attori, musicisti e danzatori con paglia, pentole, musiche,
danze e canti da tutto il mondo nel corso di tre giorni.
I bambini della scuola primaria sono i primi protagonisti: domenica 9 alle 15.00
al PalaPlip di Via San Donà sono tutti convocati, con i genitori, per formare
la "Banda del Minestrone" e nella mattinata di lunedì i 100 alunni della
scuola Primaria "Querini" prepareranno, nel corso del Laboratorio con Kai Bredholt
e il TTB, i pupazzi di paglia per la "Parata del Minestrone".
Il primo appuntamento è lunedì 10 novembre dalle 18.00 alle 20.30 quando la
"Banda del Minestrone" sfilerà per le strade del quartiere Piave comprese
tra via Piave e Via Cappuccina: la "Parata del minestrone" con tutti
i bambini e i suoi pupazzi di paglia raccoglierà le verdure di casa in casa
per il grande minestrone di martedì, barattate con un canto, un ballo o una
piccola storia.
La grande mobilitazione avviene martedì 11 novembre per San Martino. I partecipanti
preparano il grande minestrone per la serata con gli ingredienti offerti dagli
abitanti del quartiere. Alle 17.00 parte il programma della festa con il concerto
a cappella nella chiesa di Carpenedo per proseguire con le musiche e le
danze della Parata che partirà alle 18.00 dalla chiesa di Carpenedo per portare
tutti al PalaPlip di Via San Donà.
Dalle 19.00 al PalaPlip si terrà il "Gran ballo" con la somministrazione
del Minestrone cui partecipano 18 diverse realtà: Gruppo Poesia e Comunità
di Mestre, Coro Carpinetum, Coro Voci dal Mondo, Coro Serenissima, I Flauti
di San Marco, Gerard Decoudun - Coop Libertà, Cristiano Marin - Teatro Clap,
Roberto Pagura - Molino Rosenkranz, OplasTeatro, TTB, Kai Bredholt, CFP Dieffe
Scuola di Ristorazione, Barbamoccolo, LISL - Municipalità di Favaro Veneto Co.Ge.S.,
Centro Diurno Rodari, Il Castello, Piccolo Principe, Essere Insieme.
La banda, i cori locali, gli artisti stranieri, i canti, i balli e le musiche
popolari, spettacoli e concerti continueranno fino a tarda ora. E da gustare,
oltre al Minestrone, castagne, dolci, vino e molti generi di conforto.
Il progetto è realizzato con la Municipalità di Mestre-Carpendo, Servizio
Cultura e Sport, Politiche Educative e Servizi di Progettazione Educativa, l'Etam
- Animazione di Comunità e Territorio e l'Osservatorio Politiche di Welfare
- Area Città Solidale.
Ma le collaborazioni sono moltissime: AEres - Venezia per l'AltrAEconomia,
Gruppo di Iniziativa Forte Carpenedo, Parrocchia SS Gervasio eProtasio di Carpenedo,
Direzione Didattica Querini, Scuola media C.Giulio Cesare, Coop Adriatica (posate
e stoviglie compostabili), Adolfo Zilli (grafica), Giovanni Milanese (direzione
tecnica), David Casagrande (riprese video), Luciano Trevisan (consulenza musicale),
www.elcodega.it
Per informazioni: 041 - 2746281/282
Finalità e contesto
Viviamo in tempi caratterizzati dall'incontro forzato fra culture. La distanza
che separa generazioni, gruppi sociali, etnie e tradizioni che si trovano a
vivere in uno stesso orizzonte geografico e sociale rischia di trasformarsi
in incomprensione ed indifferenza reciproca fino a diventare matrice d'insofferenza.
Fare cultura significa anche costruire tempi e forme di incontro e confronto
fra esperienze diverse e lontane; innescare la curiosità e quindi la conoscenza
reciproca; tessere relazioni che sovrastino l'indifferenza.
Il confronto con le opere d'arte teatrali, che è incontro non solo con spettacoli,
ma con persone, può essere enormemente efficace per agire sulla mentalità, in
campi in cui gli strumenti diretti dell'intervento sociale risultano spesso
grossolani e prepotenti.
Ogni territorio si fonda su ricchezze culturali ereditate, appartenenti all'arte,
alla lingua, alle persone e al loro lavoro. Conservarle e valorizzarle può essere
compito di attività artistiche quali quelle teatrali. Capaci cioè di svolgere
un ruolo culturale attivo e propositivo nel territorio, portatrici di partecipazione
e di coinvolgimento dei residenti.
Protagonisti di un modo nuovo e ritrovato di vivere il proprio territorio, sono
le realtà associative, le strutture e i luoghi di aggregazione spesso periferici
che attraverso il teatro divengono promotori della crescita sociale e culturale
della comunità locale.
Il Progetto
Il progetto consiste in un intervento di Teatro realizzato da attori musicisti
e danzatori che in 2-3 giorni invadono e "conquistano" il quartiere Piave prima
e Carpenedo poi con: paglia, pentole musiche, danze e canti da tutto il mondo.
Il progetto parte dall'esperienza teatrale dei teatri-laboratorio. Esperienze
che intendono il teatro al servizio della comunità per cercare di rispondere
alle sue esigenze, ma anche tentare di stimolarla a riscoprire le proprie tradizioni
ed identità culturali in alternativa al consumo dei prodotti culturali massificati.
Da una parte abbiamo l'intervento di attori professionisti che coordinano le
iniziative (laboratori, concerti, spettacoli) e integrano i diversi momenti
di festa spettacolare con propri interventi teatrali di diversa ampiezza.
Dall'altra abbiamo il coinvolgimento attivo di associazioni e scuole del territorio
che costruiscono insieme un momento di festa e celebrazione raccogliendo le
diverse esperienze e attività in campo artistico e pedagogico.
Obbiettivo del lavoro è dunque quello di mettere in dialogo le diverse realtà
attraverso un linguaggio comune che è quello del teatro e dell'espressione artistica
che invade gli spazi della vita quotidiana. I quartieri che ospitano il progetto
uniscono diverse caratteristiche: la composizione sociale e le dotazioni culturali
(spazi per ritrovi, eventuali edifici per spettacolo eccetera) e un nucleo di
persone con capacità di aggregazione e di attivazione all'interno della comunità
locale.