01. Uniti come Palla e Racchetta
02. Cicionando in Internet
03. Il Mago
04. San Giuliano
05. Il Toro di Pianuga
06. Bark'n'rolla
07. Bluesasso
08. Sito Porno
09. No xè Rosé
10. Swingorgo
11. Il Fiore Rotto di Sabrina
12. Tu sei orrendo
13. Le Parole del Vento
Casa discografica:
Autoprodotto
www.lagunable.it
www.myspace.com/lagunable
Scheda
I Lagunablè sono apparsi sulla scena di
Venezia nel 1991 e da allora diffondono il verbo del Blues Mestrepolitano.
Suonano rock e blues in dialetto veneto, con qualche canzone in italiano.
I temi delle canzoni sono basati sulla realtà quotidiana, con venature
folkloristiche ed ironiche, spesso descrivendo i comportamenti di personaggi
più o meno reali di Venezia e provincia.
L'album dei Lagunablé "Uniti come
Palla e Racchetta", uscito nel 2007, è il quarto della carriera
artistica del gruppo.
Come gli ultimi album si caratterizza per una varietà di stili che manifesta
l'eclettismo del gruppo il quale resta comunque legato ad una tradizione
rock/blues con escursioni punk, salsa e swing che potrebbero disorientare
un po' chi volesse etichettare in maniera definitiva questo gruppo "mestrepolitano".
Si tratta di un lavoro che rispecchia le intenzioni di un nuovo line-up che
ha subito radicali cambiamenti dall'uscita di "Fondamentalmente" e
che da qualche anno è sostanzialmente rimasta immutata, con Claudio
Bon e Massimo Sambo alle chitarre, Giorgio Salvadego al basso,
Franco Romeo Moruzzi alla batteria e Giampaolo Gianese alla voce.
Di quest'ultimo sono i testi, mentre le musiche sono principalmente opera di
Sambo e Bon, con ovvi contributi di tutta la band.
1 Uniti come Palla e Racchetta
La title-track è un rock di ampio respiro e l'intenzione è quella
di spiegare la "filosofia" di Palla e Racchetta che funzionano bene
quando si uniscono per l'istante magico del colpo, ma che per il resto del tempo
si tengono a debita distanza, senza necessariamente soffrirne troppo, visto
che prima o poi si sa che ci si incontra di nuovo.
2 Cicionando in Internet
Una specie di salsa per descrivere un incontro in chat tra due persone che dietro
il computer vantano qualità che alla resa dei conti stentano ad affiorare.
3 Il Mago
Un potente blues per uno dei maghi alla "do Nasimiento" che, nel nostro
caso fa incantesimi con le carte prepagate e il telecomando. Squallido individuo
da tenere alla larga. Il coro finale cita una vecchia canzone dei Rolling Stones
che simpatizzava per il principe delle tenebre. Cum grano salis, ovviamente.
4 San Giuliano
La presa di San Giuliano raccontata prima degli eventi del Jammin' Festival.
Si potrebbe dire che si tratta di una specie di preveggenza del Mago di cui
alla traccia n° 3 precedente.
5 Il Toro di Pianuga
Un lento blues molto tex-mex che racconta le disavventure di un giovane ricco
di energie giovanili che non riesce a soddisfare appieno la propria voglia di
amare indistintamente le donne.
6 Bark'n'rolla
Un punk che strizza l'occhio a certe mode mainstream, rileggendo la storia di
una festa in cui giovani ragazzi mestrepolitani si alcolizzano senza freni e
ne combinano di tutti i colori, ballando sui tavoli e rimettendo la loro anima.
7 Bluesasso
Già dal titolo si individua il genere, mentre la storia racconta la solitudine
del giovane ragazzo mestrepolitano in attesa di qualcosa o qualcuno, forse rifacendosi
un po' all'attesa di Godot.
8 Sito Porno
Melodie anni '70 per una richiesta che in quegli anni non poteva facilmente
essere esaudita: Voglio essere un Sito Porno. Un desiderio forse comune a molti
giovani mestrepolitani che in questo caso trovano le cosiddette "Istruzioni
per l'uso"
9 No xè Rosé
Una testa appesantita da numerose sostanze liquide più o meno psicotrope
per un rock pesante la cui difficoltà principale consiste nel recitare
esattamente il ritornello: Perché No xè Rosé, xè
Kerosene. Più facile individuare l'uno o l'altro, sulla base dell'odore,
peraltro.
10 Swingorgo
Swing made in Lagunablé che affrontano da par loro il problema del traffico,
in particolare in seguito alla posa della corsia del tram a Mestre che fa quasi
rimpiangere la confusione della Tangenziale.
11 Il Fiore Rotto di Sabrina
Una canzone con un significato più arcano di quanto si possa immaginare,
con un crossover di stili dal puro Rhythm'n'Blues al Drum'n'Bass ad altro di
difficile classificazione. Il mondo delle discoteche visto partendo da Via Garigliano
(Mestre).
12 Tu sei orrendo
Un Rock duro per una persona che potrebbe essere la versione mestrepolitana
dell'Uomo senza Qualità, o meglio l'Uomo ricco di Antiqualità.
13 Le Parole del Vento
Una ballata lenta ed eterea, forse difficilmente collegabile alla natura estrosa
dei Lagunablé, piuttosto un Cerchio interiore che stacca un po' dai soliti
temi, per una ricerca di armonie non solo musicali.
I Lagunablè sono:
Giampaolo Gianese: voce e armonica
Claudio Bon: chitarre elettriche ed acustiche, voce
Ermanno Moro: percussioni, chitarra acustica, voce
Franco Romeo Moruzzi: batteria, voce
Giorgio Salvadego: bassi elettrici ed acustici, voce
Massimo Sambo: chitarre elettriche ed acustiche,mandolino,voce
e sono stati aiutati da:
Gianluca Ballarin: organo
Alberto Semenzato: batteria swing
Andrea "Gigi" Giannone: arrangiamenti, chitarre e tastiere
addizionali, produzione, registrazione, missaggio e mastering
Francesco Nardo: Progetto grafico