01. Acqua alta
02. Belzebù
03. Barena
04. La badante
05. Descarga de Boulez
06. Ghe xe tuti che dise
07. Galliwogg's mambo
08. Na vaca sora i copi
09. Le nozze
10. Omar Rumba
11. El viagra dea primavera
12. Who?
13. Salsa Mudanda
Casa discografica:
Azzurra Music
www.batistococo.it
Scheda
Nato da un'idea originalissima e a dir poco coraggiosa questo cd, il settimo uscito nel 2007, della nota e amatissima Orchestra veneziana, trae ispirazione dalla musica contemporanea di area "coltissima", i motivi di ciascuna canzone essendo stati infatti estrapolati da celebri composizioni di autori che hanno segnato l'evoluzione della musica nel XX e XXI secolo.
Come scrive Robert
Piencikowski nell'introduzione al disco, i Batisto Coco "si cimentano
col genere secolare della parodia, in gran voga a Venezia nei secoli XVII e
XVIII, in seguito alla commercializzazione del melodramma".
Una tradizione tutta veneziana, insomma per ribadire ancora una volta l'appartenenza
alla città lagunare con un obbiettivo di respiro internazionale, costruire
un disco a partire da opere di Cage, Varèse, Milhaud e Debussy significa
cogliere in patria i frutti nati da radici sparse in giro per il mondo. Il tutto
allo scopo di ribadire, fra un controtempo e l'altro, un concetto fondamentale:
la Venezia "crocevia di culture" si trova oggi essa stessa al crocevia,
e completamente svuotata di cultura.
Si legge dunque in "Acqua Alta", senza nemmeno sforzarsi di andare a scrutare tra le righe, un'urgenza, una vera e propria emergenza: alzerei il tiro, giocarsi tutto sulle cose importanti, rischiare vita e carriera per amore dell'arte della musica, della città. Compito dell'artista, dunque, non è tanto ritrovare o riscoprire la cultura veneziana, quanto reimpiantare la cultura a Venezia: perchè la città lagunare, elitaria, esosa, svenduta ai cinesi, priva di cinema e abitata da "peoci reafai", sta vendendo l'anima al diavolo, e attuando il paradosso culturale per cui "l'artista no guadagna" e "chi no lavora magna" (Belzebù).
Il titolo del disco
riassume l'anima del discorso politico dei Batisto: il fenomeno dell'acqua alta,
che è fonte di cartolinesca meraviglia ed attira milioni di turisti da
spennare, nella realtà contribuisce a far sprofondare Venezia, città
indecisa fra l'essere e l'apparire ("lo femo o no lo femo 'sto Mose benedetto?
/ Mi no che no speto che la me riva soto el leto!" cantano in "Ghe
xe tuti che dise".
Altrove, dove l'anima del disco si alleggerisce, esplode la parodia evocata
da Piencikowski: Stravinsky fa i conti con l'impotenza ne "El
viagra de la primavera"; Darius Milhaud si trova letteralmente tradotto
nella travolgente "Na vaca sora i copi"; il tema della Gymnopedie
n.1 di Satie emerge fra le rime struggenti di "Barena";
Schonberg offre l'assist per l'onirica "Omar rumba"; e ancora
Golliwogg's Cake-Walk di Debussy diventa un mambo. Chiude il disco "Salsa
Mudanda", ed è evasione totale, musica popolare. In fondo, chiunque
si merita una fuga momentanea dai problemi del mondo: basta una passeggiata
in spiaggia, "mutande soto 'l scagio".
Questo cd è
il frutto di una grande passione per la musica latino-americana in tutte le
sue forme, dal son, alla salsa, al merengue, alla baciata al mambo ecc, ed è
un omaggio profondamente sentito alla musica d'arte contemporanea e del secolo
scorso, a motivi che, seppure non di facile ascolto, sono rimasti impressi nella
mente degli autori di "Acqua alta".
E se poi questo prodotto diventasse anche uno stimolo per l'ascoltatore a scoprire
i tesori nascosti di quella musica ancora riservata all'élite culturale,
i Batisto Coco ne sarebbero naturalmente soddisfatti e lusingati.
Per una lettura più "seriosa", una più precisa indicazione delle citazioni e delle collaborazioni.
Da Ionisation di Edgard Varèse nasce "Acqua alta", canzone che dà il titolo al disco, e da tre capolavori stravinskiani, L'histoire du soldat, Les noces e Le sacre du printemps sono state create rispettivamente "Belzebù", "Le nozze" e "El viagra dea primavera". Da Gnossiennes e Gymnopédies di Erik Satie nascono i motivi de "La badante" e "Barena", mentre da Notations di Pierre Boulez è stata tratta "Descarga de Boulez". E ancora: Verklärte Nacht, splendido sestetto per archi di Arnold Schönberg, fornisce il tema a "Omar Rumba" dedicata, così come l'intero album a Omar Caenazzo, giovane musicista recentemente scomparso e The perilous night di John Cage è la base del "songo" "Ghe xe tuti che dise". Infine un omaggio a Galliwogg's Cake-Walk di Claude Debussy che dà vita a "Galliwogg's mambo" e a un'altra celebre composizione di area francese Le boeuf sur le toit di Darius Milhaud che, trasformato in una cumbia, diventa "Na vaca sora i copi". Due pezzi del disco sono invece frutto di idee originali: "Who?", un chachacha scritto e interpretato da Fabio Koryu Calabrò e "Salsa Mudanda" di De Fanti, Bellio e Fabbian.
Una breve biografia.
L'orchestra salsa
Batisto Coco è nata nel 1985 dall'incontro di musicisti di estrazione
classica e jazzistica con i percussionisti insegnanti ed allievi della scuola
di musica di Mestre, uniti dalla comune passione per la musica latina e stimolati
dai numerosi workshop tenuti da personaggi quali Airto Moreira, Nana
Vasconcellos, Birger Sulsbruck. In seguito allo studio e all'orchestrazione
di classici della salsa quali Pedro Navaja, Oye como va, Salsa Salseros, Anacaona,
Bonito y Sabroso ecc., il gruppo si è formato un repertorio vastissimo
proposto nelle piazze, nelle discoteche e nei club del Veneto e dintorni. La
forza scenica delle esibizioni dal vivo hanno portato rapidamente al successo
i Batisto Coco che hanno contribuito tra l'altro, in tempi ormai lontani, a
creare l'interesse del pubblico verso la musica latina. La particolarità
assoluta dei Batisto Coco è di aver introdotto in questo genere musicale
il dialetto veneziano che, per la sua assonanza con l'idioma spagnolo, si sposa
perfettamente con i ritmi latinoamericani. Le collaborazioni con le allora nascenti
scuole di ballo latino hanno inserito i Batisto Coco fra gli ospiti fissi di
quei locali che per primi hanno introdotto mambo, salsa e merengue nella programmazione
musicale. In vent'anni di carriera i Batisto Coco hanno prodotto cinque album
in studio: "Batisto Coco" (1993), "Camoma"
(1996); "Nostrano Mambo" (1999), "Cucador"
(2002), "Salsa '60" (2004) in cui rivisitano in chiave salsa
alcuni classici della musica leggera italiana e il recente album live "Batisto
Coco in Concerto".